Furto di identità: 18 milioni di persone colpite negli USA

Il Dipartimento di Giustizia comunica i suoi dati per il 2014: 17,6 milioni di americani hanno subito un furto di identità, con perdite economiche e problemi pratici a volte notevoli

Se qualcuno avesse ancora bisogno di prove sul fatto che le violazioni digitali alla sicurezza delle reti che conservano dati personali diventano poi problemi assolutamente reali, a fornirle ci ha pensato il Dipartimento di Giustizia statunitense pubblicando alcune statistiche sul furto di identità negli Stati Uniti. Buona parte dei furti di identità è infatti legata all’utilizzo fraudolento di carte di credito e conti bancari, i cui dati sono oggetto di un mercato nero sempre abbastanza fiorente – anche se le informazioni più remunerative sono ormai altre – e collegato alle violazioni dei sistemi informativi di banche, assicurazioni e altre realtà simili.

Secondo il Dipartimento, nel 2014 il 7 percento circa dei residenti negli Stati Uniti con un’età maggiore di 16 anni è stato oggetto di almeno un furto di identità, una percentuale che corrisponde a 17,6 milioni di persone. La violazione più comune è stata l’uso (o il tentato uso) di un numero di carta di credito (8,6 milioni di casi) o di un conto bancario (8,1 milioni). Nella maggior parte dei casi (45 percento) la vittima di un furto di identità lo scopre perché è il gestore del suo conto o della sua carta a segnalarlo, più raramente (18 percento) se ne accorge direttamente esaminando gli estratti conto.

I furti di identità comportano una perdita economica nei due terzi dei casi, secondo il Dipartimento. La perdita è minore nel caso di un uso fraudolento di conti già esistenti, anche perché molte operazioni possono essere cancellate e stornate una volta scoperto il furto delle proprie credenziali. I danni sono maggiori quando il furto di identità comporta l’utilizzo di dati personali per aprire un nuovo conto bancario o ricevere una nuova carta di credito. Circa il 2 percento delle persone colpite da un furto di identità ha subito la perdita di oltre mille dollari. Non poco, considerando che questa percentuale si traduce in circa 350 mila americani.

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Circa la metà (52 percento) di chi è stato colpito da un furto di identità riesce a risolvere tutti i problemi correlati in al massimo una giornata. Ma non è trascurabile la percentuale (9 percento) di chi ci mette più di un mese e ha per questo problemi importanti nelle sue relazioni personali e di lavoro.

Un ultimo dettaglio, che rappresenta un problema per chi si deve occupare di prevenzione della criminalità informatica: meno del 10 percento di chi è vittima di un furto di identità lo comunica alla polizia. Nella grande maggioranza dei casi (87 percento) si limita a contattare la banca o l’istituto che ha emesso la sua carta di credito.

Fonte http://www.techweekeurope.it

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